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concorsi letterari

Storie Giovani
La città dei Matti
"... Quando noi tutti soffriamo qualche pena, cerchiamo conforto dentro un altro dolore, cerchiamo di dimenticare quel male facendoci altro male..."

"La città dei Matti" è la storia di Romolo e della sua incessante ricerca di se stesso, sullo scenario di un paesino del Sud, dove convivono criminalità e romantici rivoluzionari.

Romolo, nella sua logorante e solitaria introspezione, rivede i tanti episodi nei quali perse, a causa della cattiveria e della superficialità altrui, la stima di sè e la fiducia nel prossimo. E sarà il sedimentarsi in lui, giorno dopo giorno, di tutte queste inspiegabili circostanze ad animarlo di un sentimento di personale rivalsa, a trascinarlo nella più estrema alienazione dalla vita.

Così, con un tocco a volte ironico ed a volte ispirato, "La città dei Matti" dell'esordiente Domenico Esposito, racconta come le inquietudini giovanili, quando lasciate a se stesse, conducano per mano oltre il senso del vero.

La città dei Matti
di Domenico Esposito "Mito"
Pagine 160
Formato 19,5x13,5
ISBN 978-88-95891-06-4
Copertina di Carlo Esposito
Euro 14,00




La realtà di tutti i giorni in alcuni degli innumerevoli centri della provincia italiana, da cui pur scaturisce continua linfa vitale per il nostro Paese, talvolta è invece ragione di impoverimento dello spirito, di tristezza, di autoemarginazione, che soffocano sul nascere ogni spinta verso il nuovo e il bello della vita.
Chi non trasmigra in tempo da queste rare dimensioni soffocanti, al nord come al sud, ne rimane progressivamente vittima, o nel trascinare un’esistenza mediocre oppure, come nel caso di Romolo, il protagonista del romanzo (ma anche dei numerosi gustosi personaggi suoi concittadini, appunto “i matti”), nello sviluppo esasperato della propria solitaria introspezione, che aggiunta al gusto della guerra psicologica contro tutto e tutti, si avvicina progressivamente alla follia.

Carmelo M. Carlizzi


Un piccolo frammento

C'erano giorni in cui ogni tanto tremava, ma raramente: si innervosiva e si calmava all'istante. Non poteva riposare poi­ché aveva la casa piena di operai che lavoravano e di aiutarli non se ne parlava, considerando la sua salute mentale che in­fluiva anche su quella fisica. Osservando gli operai, gli tornava in mente quando anch'egli era un operaio e si rammentava i rimproveri del suo ex capo, il sorriso beffardo di sua moglie che gli faceva continuamente le solite domande, e ancora ve­deva davanti agli occhi il padrone della casa dove aveva lavora­to, il quale, quando vedeva il giovane seduto per un attimo a causa di un mal di testa per via delle vertigini, andava a riferir­lo immediatamente al capo che poi a sua volta lo avrebbe rimproverato.
Im­maginava che tutte queste persone lo stessero deridendo e gli torna­rono poi in mente anche i compagni di scuola delle superiori, delle medie e delle elementari. I professori che lo prendevano in giro e i compagni che lo ridicolizzavano.
Avevano iniziato a tor­mentarlo alcune frasi e alcuni insulti di una professoressa che osservandolo e guardandolo in faccia, durante un'interroga­zione in cui era impreparato, aveva chiesto alla classe: "Ma è sempre stato così?".
"Così come?", si chiedeva adesso, come aveva chiesto allora alla professoressa che però, continuando a guardarlo in faccia, non gli aveva risposto.
E si chiedeva ancora: "Timido o malato mentale?".
Si mise una mano sulla fronte per il mal di testa tremendo che gli sta­va salendo e continuava a porsi domande senza sa­persi dare delle risposte, anzi confondendosi ancora di più: "Che cosa in­tendeva quella professoressa?", vedeva altre im­magini ancora, altre scene del suo passato, per la maggior par­te risalenti agli anni delle scuole medie; gli insegnanti che lo rimproveravano prendendolo in giro e gli alunni che scoppia­vano a ridere di gusto, istericamente, tutti!

L'autore

Domenico Esposito, detto "Mito" (1986), è un giovane rapper di Cervinara (Avellino), conosciuto anche con lo pseudonimo di “Mito”. Ha sempre coltivato la vena di scrittore e poeta, cui crescendo si è aggiunta la passione per la musica, appunto il rap. Diplomatosi geometra, si dà però esclusivamente alla musica partecipando a numerosi concerti. All'età di ventuno anni si iscrive alla facoltà di Storia presso l'Università Federico II di Napoli, e dopo un paio di anni scrive il suo primo romanzo: "La città dei Matti". Conduce il programma culturale "Polvere di Storia" alla web radio "C.A.O.S." ("Centro Autogestito Operante nel Sociale", ispirata al movimento giovanile della Valle Caudina nel quale è attivamente impegnato.