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La Giusta Informazione 2

L'Informazione è oggi uno dei temi più discussi e anche più inquietanti, specie quando si è consapevoli della responsabilità insita nell'informare la società, e nel determinare quale conseguenza immediata, reazioni, scelte di vita, devianze, voglia di vivere ma anche desiderio di morire, curiosità lecite ed illecite, condivisioni politiche o diffidenza, cultura o ignoranza, verità o menzogna, capacità di interpretare la realtà, o portare fuori dalla realtà stessa, impressionare, illudere, terrorizzare, demotivare o istigare, verso il male, o verso il bene.
Questi sono attualmente gli effetti immediati dell'informazione, effetti che quotidianamente si ripercuotono sui nostri comportamenti singoli o collettivi, effetti che determinano, la moda, il costume, le tendenze. Se andiamo indietro nel tempo di solo mezzo secolo, ci ricordiamo tutti di aver sentito dire o di aver detto: "Ma che vuoi finire sul giornale?" Oppure: "Mamma mia che vergogna, è finito sul giornale, ha rovinato la famiglia!" Come pure era consuetudine che i nostri padri, pur fermandosi in edicola uscendo di casa al mattino, solo la sera dedicavano quanto rimaneva della giornata, alla lettura del giornale, quello più affine alla personale tendenza politica, o di cultura. L'Informazione dunque completava le esigenze dell'uomo, ma non ne condizionava la vita, lo svolgimento naturale delle scelte e degli adempimenti giornalieri. L'Informazione, raramente, riportava fatti capaci di indurci ad entrare nella intimità di altri come noi, non violava il diritto alla riservatezza, alla compostezza del dolore, né mai accadeva di doversi preoccupare di nascondere il giornale, se in casa c'erano bambini.
Analizzare i cambiamenti della Informazione, in questi ultimi cinquant'anni, è per noi un compito difficile, ma doveroso, perché ci siamo permessi di accostare alla parola "Informazione", un aggettivo ambizioso, pretenzioso, forse provocatorio, per coloro che visitando il nostro sito, diranno: "Ma chi credono di essere?". Ebbene sì, non crediamo di essere ma vogliamo almeno provarci, e semmai dovessimo riuscirci, ci auguriamo di "contagiare" con il nostro esempio il complesso mondo dell'Informazione: il nostro obiettivo è dunque esattamente quello di poter offrire una "giusta informazione".
Anche a noi è capitato di leggerci sulla carta stampata, o di vederci sul piccolo ma grande schermo della televisione, e per questo motivo abbiamo sofferto ma anche gioito, abbiamo pianto, ma ci siamo anche presi le nostre rivincite, ci siamo arrabbiati, ma abbiamo anche detto "grazie": ebbene, se la nostra "Informazione" sarà davvero "giusta", non scatenerà nessuna di queste emozioni in coloro che ci leggeranno.
Noi non vogliamo sentirci bagnati delle lacrime di chi anche involontariamente avremo ferito, offeso, diffamato, e nemmeno intendiamo gratificarci delle ambizioni altrui esaltate dalle nostre stesse parole.
La vita è una cosa, l'Informazione è un'altra cosa, ambedue realtà importanti ma l'una non deve prevaricare l'altra, piuttosto deve esprimersi la compenetrazione dell'una e dell'altra rispettando l'equilibrio tra posizioni anche tra di loro opposte, fornendo immagini perfettamente messe a fuoco dalla giusta distanza, consentendo una lettura serena, al di sopra delle parti, e soprattutto consapevole che nell'informare, nel raccontare, noi stessi ci poniamo tra quelli che firmeranno la storia, per coloro che verranno dopo di noi e che si formeranno nelle idee, nel senso critico, nelle prospettive, servendosi anche della nostra testimonianza impressa sulle pagine di una giusta informazione.
Un traguardo a cui arriveremo con l'aiuto di quanti parteciperanno a questa gara, leggendoci, criticandoci, suggerendoci, ispirandoci, facendoci conoscere ciò di cui sarebbe bene parlare, anche se fuori dalle logiche del mercato, divenendo insieme a noi, "inviati speciali" nella missione di giusta informazione.
Gabriella Pasquali Carlizzi
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il Mostro «a» Firenze

Questo sito che porta lo stesso titolo della Trilogia di Gabriella Carlizzi, “Il Mostro a Firenze”, sarà un Portale prevalentemente in video. Gabriella Carlizzi, infatti intende rivolgersi agli utenti come in una lunghissima conversazione, desidera trasmettere mostrando il proprio volto, quelle che sono state e che saranno le tensioni e le emozioni forti che questo caso giudiziario ha determinato nella scrittrice durante anni ed anni di indagini. La voce giunge dritta al cuore e sicuramente soddisferà le tante domande che dalla lettura dei libri che sono stati scritti sulla vicenda, sorgeranno spontanee a chiunque si appassionerà ad una pagina tanto drammatica e sanguinosa del nostro Paese. Chiunque pertanto può inviare i propri quesiti, richieste di chiarimento, o quanto altro aiuterà a scoprire ciò che ancora si cela nelle pieghe più nascoste di questa vicenda. Sempre su questo Portale potrete vedere nel più breve tempo possibili, le numerose trasmissioni televisive cui Gabriella Carlizzi ha partecipato come ospite, nella sua veste di principale testimone nell’inchiesta.
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il Delitto di via Poma

A breve si saprà se Raniero Brusco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, sarà rinviato a giudizio con l’accusa di essere stato l’autore di un omicidio tanto efferato.
Dal quel lontano 7 agosto 1990 sono trascorsi diciannove anni, e di certo non si può dire che in questo complesso caso non siano state svolte indagini a tappeto, indagini condotte dal meglio della Magistratura romana, come il procuratore Italo Ormanni e l’ex Sostituto Settembrino Nebbioso.
Molti nomi, più o meno noti, qualcuno “eccellente” sono finiti nel mirino degli inquirenti, e poi immancabilmente prosciolti.
A tutt’oggi la morte di Simonetta Cesaroni resta senza un colpevole, atteso che nel nostro ordinamento giudiziario vige ancora la presunzione di innocenza, fino ad un verdetto definito in Corte di Cassazione.
Tuttavia, se questa garanzia è valida per i codici, non lo è affatto per gli organi di informazione, per i quali basta che una persona risulti indagato ed ecco che a caratteri cubitali la sentenza implacabile della stampa giunge alla pubblica opinione e da quel momento in poi, il presunto mostro finisce in prima pagina.
Attualmente dovremmo parlare di un “presunto mostro riesumato”, considerato che Raniero Brusco fu tra i primi ad essere rivoltato come un pedalino fin dall’inizio delle indagini, in quanto era stata la persona vicina a Simonetta, anche se in un momento di crisi del loro fidanzamento, e per questo quell’estate del 1990 avevano deciso di trascorrere le vacanze separate. Non mancarono tuttavia di salutarsi, proprio il giorno prima della tragedia.
Raniero si rifece una vita, si sposò e divenne padre, finchè un giorno recentemente si è ritrovato sui giornali come colui che aveva ucciso Simonetta.
Quali le prove per un’accusa tanto grave?
Sembrerebbe che grazie all’avanzamento della tecnologia, ciò che non fu possibile recuperare al tempo del delitto, lo sia divenuto oggi.
Infatti si parla di compatibilità del Dna rilevato in alcune tracce di sangue sfuggite per quasi venti anni ad investigatori ed inquirenti, e si parla anche di compatibilità tra l’arcata dentale di Raniero e l’impronta di un morso che compariva sul seno sinistro della vittima, e sembra ancor più coincidere il Dna estratto dalla saliva rimasta su un corpetto di Simonetta con il Dna di Brusco.
L’ex fidanzato della vittima, non ha mai negato di averla incontrata il giorno prima del delitto, e viene naturale pensare che i due, seppure in crisi, si siano scambiati qualche effusione. Come è anche vero che le ragazze che all’epoca portavano il corpetto o reggiseno, non se lo cambiavano ogni giorno, a differenza delle mutandine, indumento più legato all’igiene intima.
Ciò che ci turba a riguardo di questo caso giudiziario, è il vedere “cestinate” le indagini di altissimo livello svolte dal Procuratore Ormanni e dal Sostituto Settembrino Nebbioso, i quali avevano recuperato elementi di grande rilevanza e capaci di svelare il movente di questa morte, a nostro avviso incidentale e subito simulata come delitto passionale.
L’ombra dei Servizi non è mai scomparsa in questa intricata vicenda, un’ombra legata alla natura stessa di quell’immobile, l’intero complesso immobiliare non solo l’appartamento teatro del delitto, così come la stessa ombra è sempre rimasta su un altro crimine, il cosiddetto delitto dell’Olgiata, in cui fu massacrata la contessa Alberica Filo della Torre.
Appare quanto mai strano che in concomitanza con l’incriminazione di Raniero Brusco, anche il caso dell’Olgiata venga riaperto con l’incriminazione di un pinco pallino di poco conto, una persona qualunque proprio come Raniero Brusco, un onesto lavoratore, ambedue sospettati a suo tempo e poi prosciolti.
Ci chiediamo se questa contestualità, se l’incriminazione di queste due persone “normali” non sia piuttosto un definitivo scagionamento dei Servizi Segreti, una sorta di “bonifica di apparato” imposta da volontà occulte e di certo superiori alla stessa Magistratura.
E per questo motivo, abbiamo ritenuto utile dedicare un sito web ad una vicenda sicuramente connessa ad altre e più inquietanti vicende, nella speranza che ciò che ricostruiremo sulla base di atti e documenti, possa fare luce là dove sarà possibile dare un volto alle ombre.
Gabriella Pasquali Carlizzi
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